Perak

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A mano a mano che ci si lascia alle spalle il trafficato stato del Selangor, in direzione del Perak, ci si rende conto che l’ambiente cambia, da un profilo urbano a uno scenografico paesaggio dolcemente ondulato. Sparse qua e là, si scorgono fattorie e rustiche piantagioni immerse in un paesaggio di sottofondo fatto da giungla e di colline calcare.

Il Perak comprende una superficie di circa 21.000 kmq, i suoi confini si estendono a nord con il Kedah e a sud con il Selangor. Il Main Range attraversa lo stato del Perak e contrasta notevolmente con le distese pianeggianti della costa occidentale. Spesso soprannominato “Lando of Grace”, per la sua bellezza discreta, il Perak è diviso in 9 distretti, e tra le maggiori città ci sono Ipoh, Kuala Kangsar, Taiping, Teluk Intant e Lumut.

Ipoh è il centro amministrativo e la capitale dello stato; Kuala Kangsar è la città reale. Ogni distretto è contraddistinto dalla propria bellezza e storia, e le attrazioni turistiche comprendono antiche case anglo-malay e cinesi, edifici coloniali, antiche grotte calcaree, templi e fresche stazioni collinari come il Bukit Larut Station. Il viaggiatore attento si renderà conto che lo stile di vita qui è un po’ diverso rispetto alla regione centrale. La vita è molto tranquilla, anche nel contesto urbano. La cucina è considerata tra le migliori della nazione, e spesso i malesi in viaggio si fermano qui per mangiare nei ristoranti o alle bancarelle di cibo. Il Perak ha una linea costiera occidentale che fronteggia lo Stretto di Malacca, e non lontano si scorgono numerose isole. La più vicina è Pangkor Island, al largo della città di mare di Lumut, ed è un’isola unica, che regala al turista uno stile di vita indimenticabile, senza contare le splendide spiagge. “Perak” in malese significa “argento”, dal colore dello stagno che aveva portato ricchezza allo stato. Conta poco più di 2 milioni di abitanti.

La regione ricca di stagno, la Kinta Valley, è stata sfruttata per secoli. Quando l’industria dello stagno subì un collasso alla metà degli anni ’80, l’attività economica venne dirottata sull’agricoltura, sulla manifattura, l’edilizia, gli scambi e il commercio, sviluppando le infrastrutture e i settori della pesca, forestali, delle industrie edilizie e del turismo.