Sarawak

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Il Sarawak si trova sulla costa nord occidentale del Borneo, ed è la terra dei buceri, dei reticoli di fiumi, delle piantagioni di pepe, e affascina il turista con le sue fitte foreste pluviali e con i molteplici stili di vita delle sue popolazioni indigene.

Il Sarawak confina con il Kalimantan, a nord con il Brunei e il Sabah. Con i suoi 124.450 kmq è lo stato più esteso della Malesia, ed è suddiviso in 9 distretti la cui capitale è Kuching. La superficie è ricoperta per due terzi di foresta pluviale e tropicale, e la sua popolazione è composta da 23 diversi gruppi etnici. Il Sarawak è famoso per le sue meraviglie naturali, e il suo simbolo è il bucero, un uccello protetto.

La costa del Sarawak è ricca di petrolio, e questo gioca un ruolo fondamentale nel ruolo dello stato, infatti il Sarawak si basa soprattutto sulle risorse naturali come petrolio e gas naturali liquefatti. Il gas naturale viene esportato principalmente in Giappone. Altre importanti fonti di reddito del Sarawak sono il pepe bianco e nero, la gomma, il sago, la copra, i nidi di uccelli e il legname.

La Malesia produce circa 27,550 tonnellate di pepe l’anno, di cui il 90% proviene dal Sarawak. Gli Iban e i cinesi compongono ciascuno un terzo della popolazione in termini numerici, i Malay sono terzi, seguiti dai Bidayuh, dai Melanau e dagli Orang Ulu. Gli Iban vivono di pesca, di caccia e di agricoltura. I Malay sono soprattutto agricoltori e pescatori, e vivono nelle zone costiere. I bidayuh vivevano sul mare, ma le invasioni dei pirati di mare li costrinsero a muoversi verso l’interno. I Melanau sono considerati i primi abitanti del Sarawak, e sono principalmente gente di mare. Molti di questi gruppi etnici abitano lungo le sponde dei fiumi, e abitano nelle “long house” abitazioni comuni dove in pratica l’intera popolazione di un villaggio vive sotto lo stesso tetto. Sono molto ospitali verso il turista, ed è possibile pernottare con loro nelle long house.